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MAESTRI DEL PAESAGGIO
Protagonisti del Novecento
in Friuli Venezia Giulia

4 dicembre 2010 - 27 febbraio 2011
 

SEDE ESPOSITIVA
Palazzo de Nordis
Piazza Duomo - Cividale del Friuli

ORARI

  • dal 4/12/2010 al 23/12/2010:
    ven/sab/dom 10.00 – 18.00
  • dal 24/12/2010 al 9/01/2011:
    tutti i giorni 10.00 – 18.00
    (escluso 25/12/2010 e 01/01/2011)
  • dal 10/01/2011 al 27/02/2011:
    ven/sab/dom 10.00 – 18.00

INFORMAZIONI

Aipem – Ufficio Stampa
Francesca Ferro - cell. 335 5636359; fferro@aipem.it
Silvia Savi - cell. 338 7205770; ssavi@aipem.it

Azienda Speciale Villa Manin
Simona Cossu – tel. 0432 821213;
simona.cossu@regione.fvg.it

 
I Basaldella Dino Mirko Afro
 
Anzil (Toffolo) - Legna per l'inverno - 1967
 
Afro Basaldella - Paesaggio - 1928
 
Giacomo Bront - Il ponte del diavolo - anni 60
 
Giorgio Celiberti - Paesaggio Serale - 1948
 
Aldo Colò - Primavera a Ipplis - anni 50
 
Marco Tiziano Davanzo - Aratura in montagna - 1930-40
 
Franco Dugo - Notturno (il grande albero) - 1995
 
Claudio Mario Feruglio - Canto al Divino Silenzio - 2010
 
Piero Marussig - Paesaggio Veneto - 1934
 
Giovanni Pellis - Neve a valbruna - 1962
 
Armando Pizzinato - Trebbiatura - 1959
 
Domenico Someda - La contadina - anni 30
 
Luigi Spacal - Barche sull'erba - 1951
 
Giuseppe Ziagaina Ciclista sull'argine - 1953
 
 

Il paesaggio, luogo geografico e intellettual

L'esposizione "Maestri del Paesaggio - Protagonisti del Novecento in Friuli Venezia Giulia" abbraccia una panoramica sulla pittura di paesaggio in regione dal Novecento fino alle tendenze contemporanee, raccogliendo il lavoro di artisti di diverse generazioni.
Dagli inizi del secolo scorso fino ai nostri giorni, infatti, tutti i più importanti artisti del Friuli Venezia Giulia si sono misurati con questo genere, anche quelli che poi si dedicarono all’informale o all’arte concettuale.

Un impegno artistico mosso da diverse motivazioni, legate principalmente alla storia e all’identità specifica del territorio, che ha sempre rappresentato un luogo sia
geografico che intellettuale intriso di memoria, ricordi, affetti, proiezioni, secondo una direttrice aspirazionale tesa a ritrovare la voce di un popolo.

Una mostra che è quindi un viaggio unico nella memoria, nei sentimenti e nei colori della nostra terra. La pittura di paesaggio, oltre a raccontare il rapporto degli artisti con la loro terra, consente di guardare il mondo che ci circonda con un angolo visivo emozionale, ricco di sentimenti, qual è quello proposto nelle opere esposte, poco conosciute ma di grande pregio.

L'esposizione raccoglie infatti pezzi provenienti dal mondo del collezionismo pubblico e privato, quest'ultimo fonte inesauribile di sorprese, portando in luce una nutrita serie di inediti con veri e propri gioielli inaspettati, che raccontano anche il gusto del collezionismo istituzionale e privato dal Novecento ad oggi.

Gli artisti e le opere, dal Novecento alle tendenze contemporanee

Tra le oltre 70 opere in mostra, spiccano capolavori come il Paesaggio dipinto nel 1928 da Afro Basaldella ed esposto nell’autunno dello stesso anno alla Mostra della Scuola Friulana d’Avanguardia, che aprì una stagione nuova nella pittura locale e il Muro rossastro (1937), opera appartenente al periodo romano di Angillotto Modotto.

Due le opere del carnico Marco Davanzo con lontani richiami al divisionismo e di altri paesaggisti
come Domenico Someda, Alessandro del Torso, Enrico Ursella, mentre il cividalese Giacomo Bront
conserva l’esperienza del tonalismo veneto.

Alla cultura giuliana appartengono Adolfo Levier, Vittorio Bergagna, Romano Rossini, Maria
Lupieri. Il grande filone della poetica neorealista con articolazioni varie e personali è rappresentato da
Ernesto Mitri, Marino Sopracasa, Vico Supan, Antonio Coceani, Anzil Toffolo, Enrico De Cillia,
Arrigo Poz, Luigi Zuccheri, Giovanni Pellis, di cui viene presentata l’Incompiuta-Neve a Valbruna,
una delle due ultime tele appena abbozzate del maestro di Cicconicco di Fagagna e non finite per la morte avvenuta nel 1962 tra le nevi del Tarvisiano.

Giorgio Celiberti è rappresentato da un giovanile olio su faesite, Paesaggio serale (1948) e dall’acrilico su tela Grado (1962-1963). Il Ciclista sull’argine (1953) di Giuseppe Zigaina è opera emblematica del Neorealismo friulano. Il bracciante in bicicletta, visto di spalle, percorre l’argine del fiume Aussa, curvo sotto il peso d’una fatica cupa come il cielo di cobalto metallico. Altre due tele di Zigaina – Girasoli (1994) e La sera
nel vigneto (1995) - appartengono al periodo più intimamente autobiografico.

Altro grande maestro neorealista è Armando Pizzinato, del quale viene presentato in mostra Contadine al lavoro (1954). Pittori di primo piano presenti sono anche Carlo Ciussi, Luciano Ceschia, Fred Pittino, Aldo Colò, Romeo Daneo, Michelangelo Guacci, Gianni Brumatti, Livio Rosignano, Albino Lucatello, Giorgio
Gomirato, Cesare Mocchiutti, Zoran Music, Guido Tavagnacco, Renzo Codognotto, Cirillo Iussa,
Franco Dugo, Gianni Borta, Dora Bassi, Claudio Feruglio e molti altri.