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CARLO INNOCENTI fotografo
Artigiani in Friuli

7 maggio 2010 – 20 giugno 2010

 

L'IRPAC, Istituto Regionale di Promozione e Animazione Culturale è ormai attivo da molti anni nel campo della fotografia storica.

Quest'anno l'Istituto ha deciso di dedicare una mostra al fotografo Carlo Innocenti e in particolare alla sue immagini sull'artigianato in Friuli.

In questa mostra, supportata da un ricco catalogo, saranno presentate alcune istantanee che documentano mestieri, in parte scomparsi.
Sono la conclusione, l'esito finale di una ricerca che Innocenti ha fatto propria: una galleria di personaggi, di nature morte, di situazioni che per l'intensità espressiva del bianco e nero, per la sicura impaginazione e per l'attenta scelta dei particolari si pone come vero e proprio manifesto del suo credo artistico.

Catalogo e mostra
a cura di Giuseppe Bergamini e Alvise Rampini

SEDE ESPOSIZIONE
Villa Manin di Passariano - Esedra di Levante (1° piano)

ORARIO

martedì - venerdì 15-19
sabato e domenica 10-19
chiuso il lunedì

*ogni sabato alle 17.00 si terranno visite guidate con il fotografo Carlo Innocenti

INGRESSO LIBERO

 
Carlo Innocenti fotografo - Artigiani in Friuli
 
Carlo Innocenti
 

CARLO INNOCENTI
Udine, 13 marzo 1942

Carlo Innocentri nasce a Udine nel 1942 dove risiede tuttora. Dal 1965 si dedica, attraverso il mezzo fotografico, all'indagine sugli aspetti etnografici e sociali dell'antica cultura popolare friulana accumulando una ricca documentazione.

È il fondatore del Circolo Fotografico Friulano e le sue opere sono state premiate in varie esposizioni nazionali.
Innocenti ha documentato attraverso i suoi reportage il Friuli a partire dagli anni Sessanta, con uno spaccato netto e preciso evidenziando lo sgretolarsi della civiltà contadina, l'evoluzione dell'artigianato ma anche il mondo degli zingari, l’emigrazione e alcuni dei problemi sociali più importanti.

I suoi scatti evidenziano una grande padronanza tecnica ricca nei contenuti. Come fotografo-documentarista si accosta ai diversi soggetti in forma coinvolgente, cogliendone gli aspetti caratterizzanti ed emozionanti, raccontando un Friuli pre-terremoto e quello immediatamente seguente, attraverso un uso spregiudicato e costante del bianco e del nero, dei controluce azzardati e drammatici, oltre che dei tagli all'americana.

 

Il bianco e nero di Innocenti è efficace, incisivo, mentre le sue fotografie sono immagini-denuncia espresse da sofferenti ritratti e rugose mani. I suoi soggetti sono uomini e donne al lavoro, visi segnati dalla fatica, sono i protagonisti di un Friuli che vive ancora nella tradizione. Tradizione che Innocenti vuole immortalare, con particolare riguardo ai sotàns che negli anni Cinquanta-Sessanta avevano interessato la ricerca dei neorealisti nei campi della fotografia, della pittura e della letteratura.
Il lavoro, la vita quotidiana, i mestieri di un tempo, il terremoto in Friuli e la Risiera di San Sabba, le case di sassi, gli interni di Preone, Faedis, Blessano e Navarons di Meduno, le rogazioni di Grions del Torre, sono tutti capitoli di un racconto che comprende, tra gli altri, anche la vita in un ospedale psichiatrico.

Carlo Innocenti ha dedicato quasi vent'anni di attenzione fotografica anche alla vita e alle tradizioni degli Zingari presenti nel territorio con eccezionali reportage.
Storiche sono le suggestive immagini delle feste religiose sparse sul territorio regionale (dal Bacio delle croci di Zuglio alla Processione di S. Vito a Marano Lagunare, dalla Messa dello Spadone di Cividale alla festa di S. Valentino in Pracchiuso a Udine) in cui, forse per l'ultima volta, queste manifestazioni appaiono espressioni di autentica e corale partecipazione di popolo, prive di ogni connotazione folklorica.
Sono migliaia gli scatti che illustrano i molteplici aspetti del Friuli, che hanno trovato diffusione attraverso le pubblicazioni della Provincia di Udine che si è assunta l'onere, una ventina d'anni fa, di conservare parte dell'archivio fotografico di Carlo Innocenti, che oggi ha assunto il valore di testimonianza storica.
Le sue ultime fotografie, invece, sono cariche di poesia, diventano composizioni, raccontano la maternità e trasmettono fiducia nel futuro.

Sono oltre duecento le istantanee che documentano mestieri, in parte scomparsi, che vengono presentate in questa pubblicazione. Sono la parte conclusiva, l'esito finale di una ricerca che Innocenti ha fatto propria: una galleria di personaggi, di nature morte, di situazioni che per l'intensità espressiva del bianco e nero, per la sicura impaginazione e per l'attenta scelta dei particolari si pone come vero e proprio manifesto del suo credo artistico.